La guerra è uno schiaffo della realtà

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Riflessioni sulla guerra e le sue enormi influenze sulla psiche alla luce del periodo difficile che ci troviamo a vivere

“Nessuno ha vinto l’ultima guerra e nessuno vincerà la prossima."

Eleanor Roosevelt

Le prime riflessioni che una guerra pone sono considerazioni del tutto personali e poco generaliste, molto più personali di quanto riusciamo a rendercene conto: il senso d’impotenza e l’angoscia di morte che il conflitto ci impone. D’altronde, le atrocità di cui siamo testimoni costringono ognuno di noi a mettere in atto aspetti del proprio mondo inconscio proprio per fronteggiare pensieri non pensabili.

 

Molte persone si sono rifugiate nell’indifferenza: si pensi a chi ha preferito trincerarsi in un buio mediatico o ha smesso di comprare il quotidiano o ancora cambia canale quando va in onda il telegiornale. Altre hanno reagito in modo diametralmente opposto, tentando il più possibile di conoscere e comprendere le motivazioni alla base di un tale tragico evento nell’illusione di poterlo comprendere e controllare. Ci sono individui che hanno dato inizio a manifestazioni concrete, hanno avviato raccolte di beni di prima necessità, creato corridoi umanitari.

I modi per gestire, o meglio digerire, un tale evento sono tra i più vari e sono tutti stati adoperati per consentire alla mente di difendersi dalla sofferenza generata dall’idea che l’uomo annienta l’uomo.

 

Non a caso Freud apre la riflessione nel suo testo del 1915 “Considerazioni attuali sulla guerra e la morte” con le seguenti parole: .‘Presi dal vortice di questi tempi di guerra, insufficientemente informati, non abbastanza distaccati per dare un giudizio sui grandi avvenimenti che si sono già verificati o stanno per verificarsi, senza possibilità di sfuggire all’avvenire che ci si prepara, noi non siamo in grado di comprendere l’esatto significato delle impressioni che ci assalgono, di renderci conto del valore dei giudizi che formuliamo…’.

 

Parole quantomai vere in questi tempi incerti che ci troviamo a vivere e che ci obbligano ad un attento esame dei propri pensieri. La guerra è uno schiaffo dato dalla realtà e ci dimostra quanto l’aggressività e la necessità di affermare se stessa a discapito dell’altro siano parte di qualcosa che a volte sfugge al nostro controllo. Lontani da tutte le posizioni politiche, parliamo di persone e di come gli effetti della vita, nel bene e nel male, condizionino il loro modo di relazionarsi al mondo.

 

Ma come accorgerci di tutto questo e come cercare di fronteggiarlo?

Questo grande sconvolgimento ci mostra qualcosa di così tanto primitivo da innescare una reazione difensiva che incide inevitabilmente nella nostra vita quotidiana.

 

Ma cosa succede se le forme difensive a cui ci rivolgiamo non sono proprio mature? C’è il rischio che per proteggerci dal dolore possiamo finire per arrecarcene altro? La risposta, che non vuole essere in alcun modo univoca, è: può succedere. È il caso delle persone che in questo periodo hanno assistito alla riacutizzazione di sintomi ansiosi; che si sono sorprese ad essere particolarmente tristi o fuori controllo; che stanno sperimentando difficoltà nel dormire senza darsene una ragione chiara.

 

In questi casi, il primo aiuto a cui si può ricorrere è parlare del proprio stato d’animo interrogandosi su come mai si provano determinate emozioni. Magari con amici e parenti o con persone con cui si avverte un’affinità che consenta di aprirsi genuinamente.

 

Per problemi legati a questa e altre tematiche, puoi sempre considerare l’opportunità di effettuare un primo incontro gratuito, garantito dallo Studio Psicoanalisi Castelli Romani.  

 

 

Dott. Pietro Zingaretti, Ph.D. Neuroscienze, Psicologo clinico, Psicodiagnosta clinico e forense, Cofondatore dello Studio di Psicoanalisi Castelli Romani.

Dott. Filippo Faccini, Psicologo, Ph.D. in Psicologia Dinamico Clinica, Professionista CMT, Assegnista presso il Dipartimento di Psicologia Dinamica Clinica e Salute, cofondatore dello Studio di Psicoanalisi Castelli Romani.